sabato 22 gennaio 2011

L'uomo che verrà (Milano f/w 2011/12)

E' proprio parafrasando il titolo dell'omonimo film di Giorgio Diritti che mi trovo a parlare de L'uomo che verrà, o forse dovrei dire L'uomo che non vorrei vedere arrivare. Non so come mai, ma mi trovo molto in difficoltà a scrivere questo post cari amici perchè sinceramente, a parte qualche rara eccezione, non posso dire di ritenermi molto soddisfatto delle appena trascorse passerelle maschili milanesi. Sarà che come sempre mi trovo in controtendenza con quanto la stampa italiana afferma, sarà che in questo sono un po' stronzetto perchè cerco di vedere sempre il peggio, sarà quel che sarà, ma davvero non sono molto contento di quanto visto.
Sapete che io sono quello che tifa un po' per i volumi ampi e larghi, per la contemporaneità, per il basic (ma sempre voluminoso), o, all'opposto, per gli eccessi estremizzati al massimo.

Proprio per non stare qua ad annoiarmi di più, vi propongo una selezione di ciò che mi è più piaciuto.
Si è vista molta pelle in passerella e uno dei brand che sicuramente ha saputo meglio reinterpretarla è Trussardi 1911, che in occasione del suo centenario, ci presenta una collezione total black e white dove contrappone volumi ampi a sezioni super stretch (la mega cappa col pantalone biker stile leggings).


Azzeccata anche la gym couture di Dirk Bikkembergs. Semplice, lineare, sferzata da accenti di colore clash, contrapposta nei volumi e non per forza limitata al mondo dello sport. Certo sappiate che comprare uno di questi capi  implica prima un anno di iscrizione in palestra (da frequentare tutti i giorni ovviamente).

Niente da dire per Giuliano Fujiwara. Molto belli i tagli, anche se avrei inserito qualche tocco di colore per sdoganare il nero (che a questo giro si è visto un po' troppo e ovunque). Da sottolineare però (forse) l'eccessiva ispirazione (non so se dichiarata) alla s/s 2011 della donna Prada, sia nella scarpa, che nell'occhiale. Sarà questione di tendenza.

Segnalazione anche per l'uomo Marni, che non stupisce per innovazione di certo, ma che dona a capi forse troppo basic un certo fascino boho, anche se in modo non troppo esplicito. Per chi vuole stare al passo con la tendenza senza sbilanciarsi troppo.


Per concludere posso buttarvi a raffica tutto ciò che non mi è piaciuto e che non ho capito, tipo: fantastico il ritorno in passerella a Milano dell'uomo di Alexander McQueen ("ho capito ragazzi il favoloso ritorno...ma il nome non basta...e la collezione dov'è? quella roba lì?), come al solito Marc Jacobs presenta a Milano (wow davvero?)...e come al solito la collezione ha un successo tale che non si parla d'altro (seee come no?). Deluso un po' da Jil Sander e Prada ... è da un po' di tempo che l'uomo è sempre quello...e Umit Benan? Prima volta a Milano e...prima collezione così così.
Non sto qui a dilungarmi poi sui tipici brand del cosidetto Made in Italy perchè non ha senso perdere tempo. Basta prendere tutto il calendario di Milano Moda Uomo dal sito di Camera Moda.

Bye LB

2 commenti:

  1. ho appena scoperto il tuo blog davvero molto carino..finalmente ne ho trovato uno con uno stampo più giornalistico..!:D se vuoi passa a visitare il mio..l'ho appena aperto quindi nn c'è molto..ma magari mi dici cosa ne pensi! byeeeee:D

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