martedì 22 febbraio 2011

Photoshooting .it "Potrebbe essere una buona giornata"

Lunedì  7 febbraio 2011, .it ci ha affidato la realizzazione del servizio fotografico per la nuova collezione autunno/inverno 2011/12. Mi sveglio all’alba per essere sicuro di arrivare in tempo a Milano per l’appuntamento alle nove in Moscova. Compiti della giornata: realizzare le video interviste alle modelle dello shooting per un video mood della collezione. Arrivo a casa mia a Piola per le otto. Mi cambio, prendo il materiale che mi serve, ed esco. Sono in orario. Per il viaggio in metro decido di snobbare la lettura del solito libro impegnato con copertina in bella vista (per fare il superiore agli occhi del tipico pendolare assonnato) ed opto per una playlist dance sparata nelle orecchie a massimo volume per caricarmi. Mi faccio un viaggio sull’esaltante giornata che mi attende. Arrivo in Moscova prima delle nove. Esco dalla metro ed ovviamente non c’è ancora nessuno. Classico. Mi guardo in giro e noto una ragazza di colore dalla capigliatura afro appostata a dieci metri da un’altra ragazza tipo nord europa dal capello corto biondo flash. Dalla descrizione di Laura potrebbero essere le modelle. Cosa faccio? Sei sicuro che siano loro? Le chiamo? Fortunatamente in lontananza vedo arrivare Robi e Vale, fotografa e video maker, le quali, una volta salutate, mi confermano che le ragazze sono due delle modelle chiamate. Tiro fuori le palle e mi avvicino. Sono loro. Figura di merda evitata. “Potrebbe essere una buona giornata” penso tra me.


Dopo dieci minuti di attesa e di socializzazione ci raggiunge Laura, l’organizzatrice della giornata, che ci accompagna al quartier generale, la casa di Ludovica. Entro nel palazzo e da spavaldo snobbo l’ascensore. Arriverò in una casa piena di donne seminude in fase di prova vestiti virilmente paonazzo. “Sono rosso perché ho fatto le scale” vorrei dire. Poi penso “Lascia perdere. Lascia che pensino che è l’effetto della loro bellezza ad averti confuso. Saremo tutti più contenti”. Mi addentro in casa di Ludovica e mi rendo conto che è tutto super organizzato. Relle con appesi capi sapientemente “imbustati” e suddivisi per modella, una ragazza  già nelle mani delle truccatrici Amanda e Sonia, un’altra sta provando i vestiti con Caterina e Chiara, e le altre sono tutte in attesa del loro turno. “Potrebbe essere una buona giornata” mi ripeto.
Saluto Ludovica accendendomi una sigaretta. La casa è già impestata di fumo e quindi vado tranquillo. Disturbo la Ludo dal suo ruolo di “supervisionatrice con paglia” (stile Coco) e mi faccio indicare un posto tranquillo per fare le riprese delle video interviste. Dopo averla implorata in ginocchio mi concede la sua camera da letto. “Sé me combini qualcosa de strano te meno” mi dice Ludovica in impercettibile accento marchigiano. Sistemiamo un po’ insieme il disordine e preparo insieme alla Vale la videocamera e le luci. Fortunatamente la sistemazione delle luci si è rivelata molto semplice. Luce naturale dalla finestra. C’era un lampada praticamente impossibile da tenere accesa. Nemmeno una tecnica stile presepio ne Il Ciclone di Pieraccioni poteva farla tornare in vita (il link esatto su youtube non c'è, gustatevi la mia scena preferita).
E’ a questo punto che arriva la Marti, la video maker. Ci salutiamo. Sta bevendo un caffè d’asporto. Un caffè d’asporto in camera della Ludo? Cazzo. E’ mente la vedo bere il suo caffè che mi immagino le peggio cose che sarebbero potute accadere. Esco dalla camera. Torno. Marti non c’è più, è fuori a fumare. E’ in quel momento che mi accorgo di una serie di gocce di caffè sul parquet. Cazzo. Lo sapevo. Inizialmente le guardo e mi dico “Fai finta di niente”. Poi ricordo “Se me combini qualcosa de strano te meno”. Scatta quindi il piano copri macchia, se non fosse per il fatto che in quel momento entra in camera la Ludo e sapientemente opto per nascondere la macchia calpestandola con una scarpa. Coglione. “c’hai da dirme qualcosa? Me sembri strano?”. “No, no Ludo, vai tranquilla”. Merda. Perché l’hai pestata? Non potevi semplicemente ammettere l’evidenza? Una volta andata la Ludo mi rendo conto del danno. Tutta la camera era piena di mie impronte nere del tutto riconoscibili. Sai com’è? Non penso che in una casa piena di donne ce ne siano molte con una all star misura 44. Cosa faccio? Potrei usare una maglietta? Una mutanda della Linda? E se mi beccano? Sai che fetish? Decido quindi di andare in bagno a prendere della carta igienica. Pensarci prima genio? Faccio tutto il percorso a ritroso strisciando in terra e asciugando le macchie. Proprio quando sono all’ultima macchia irrompe la Ludo.“Che stai à fa?”. “C’hai combinato qualcosa?”.”Ricordate che te meno”. “Ma no Ludo mi è solo caduto l’accendino…”  Pericolo scampato.


Inizia così la giornata all’insegna dalle video interviste e dagli scatti del servizio. Con le video interviste ce la siamo cavata molto easy. Le ragazze hanno partecipato con entusiasmo e noi non eravamo da meno. Già a mezzogiorno avevamo intervistato tutte. Mancava Benedicta che sarebbe arrivata nel pomeriggio.
Nel frattempo alcune modelle erano già uscite con Laura e Roberta per fare i primi scatti fotografici. Ovviamente pensavo stesse procedendo tutto alla grande se non fosse che ad un certo punto suona il citofono. “Chi è?”. “Sono la prof”. Merda. In quel momento mi rendo conto che di quanto fatto fino a quel momento non sarebbe andato bene nulla. E’ ovvio che all’occhio analitico e fashion addicted della prof niente del nostro primo shooting improvvisato sarebbe andato bene. In realtà mi sbagliavo. Sì, le critiche ci sono state, però pur sempre critiche costruttive. Il grosso del lavoro poteva andare. Stranamente il mood del “potrebbe essere una buona giornata” continua confermarsi.
Sono le due. Giro di boa. Le modelle tornano in casa per un ritocco al trucco, per un cambio outfit e per uno spuntino veloce. Arriva Bendicta. Trucco, parruco e si cambia. La intervisto. Ho finito. Mi concedo quindi un personal brindisi con della sambuca avanzata probabilmente dal capodanno 2000 per premiarmi del lavoro svolto. Stomaco vuoto. Sono brillo. E’ in questo momento che mi metto a concedere utilissimi consigli di styling in cui credo  veramente. Peccato che l’esserti  fatto beccare da Caterina, supervisione styling, mentre bevevi quei 10 cl di sambuca, determina una sottovalutazione, anzi uno snobbamento completo, di ogni tuo consiglio. Ma perché? Peso 90 kg. Non vado in aria con un po’ di sambuca. Consideratemi. “Voglio fare lo styling da grande”. Zero. Ridono.
Me ne torno in camera della ludo pensando “Maledette. Un giorno vi farò vedere io come la cintura in testa a mo’ di bandana diventerà super fashion. Non vi permetto di riderci sopra. E’ troppo glamping. E’ troppo .it” .    E mentre mi vedo già come Miranda a sottolineare le differenze tra una banale azzurro e un colr ceruleo nel mio ufficio da direttore capo di Vogue, sento che escono di casa per gli ultimi scatti.
Saranno di ritorno due ore dopo. Incrocio lo sguardo di Roberta, la fotografa. Sembrava appena uscita da una scena dell’esorcista. E mentre le sorrido inorridito,  chiedo in generale come è andata. Mi raccontano che, dopo aver parlato con la prof, hanno deciso di far intervenire nello shooting dei passanti. Una punk dalla cresta viola. Un gruppo di muratori bergamaschi (Ecco perché la Robi era devastata). Un senzatetto. Nina Moric.  Un fioraio. No alt…. Nina Moric no. Maledetta sambuca.
E’ dopo questo breve resoconto che facciamo i bagagli ed alziamo i tacchi salutando e ringraziando tutti. Decido di dare una mano a Laura per portare le valigie coi capi. Stavolta prendo l’ascensore. Arriviamo alla sua macchina. Carichiamo le valigie e saluto. Mi riavvio verso la metro con la musica sparata a mille nelle orecchie e penso “in fondo sì…è stata una bella giornata”.
Bye LB

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