giovedì 22 settembre 2011

Poche sorprese a Londra 2012

Ciao a tutti cari amici lettori. Eccomi qui come ogni anno a sparlare un po’ di quello che accade negli shows di mezzo mondo. Come sapete, Londra è da sempre la mia piazza preferita a livello stilistico. Devo dire però che a sto giro non mi ha particolarmente emozionato o stupito con i suoi solitifashion azzeccamenti. Al contrario di Milano che già in questi primi giorni di sfilate dimostra, come accade da due anni a questa parte a mio parere, di aver messo in atto un’evoluzione stlistica nel rispetto di esigenze sociali e commerciali. Tornando a noi mi piacerebbe farvi conoscere  il mio pensiero su alcune collezioni presentate all’ultima fashion week londinese, sperando in una risposta da parte vostra…soprattutto per capire anche insieme se sto dicendo cazzate o no. Altrimenti cambio mestiere :)

Antonio Berardi: una delle collezioni che ho apprezzato di più, con rossi da far tremare i più “Valentino addicted”… abiti sofisticati, leggeri, dai tagli geometrici e lineari. Una collezione che grazie ad inserti di vinile e cristalli swarosky incastonati a regola d’arte (non come per Belen @ Marangoni) portano la collezione ad un livello decisamente couture (avetepresente Tisci?).







Piace, ma non stupisce la nuova linea di Ann Sofie Back. Poca innovazione nel tratto della stilista, se non, forse, nella ricercatezza dei materiali (leggeri e plissettati). E dei colori, altalenanti tra rosa e blu.




Visto il grado di maturazione e fama raggiunti, possiamo chiudere un occhio se la collezione di Bora Aksu non stupisce a prima vista come le precedenti. Abbandonati i tagli geometrici e le sferzate di bianco e nero, Aksu ci porta in un mondo tenuamente autunnale e sussurrato, interrotto da pause azzurre, rosa e nere. Nel complesso una collezione che non ci fa urlare al miracolo, ma che si fa apprezzare per le numerose decorazioni e lavorazioni dei tessuti dal gusto ionico e decadente. Inconfondibili le celebri calze del designer.






 Mi sa che ci tocca dare ragione alla Ferragni quando dice che Burberry è stata una delle poche cose interessanti. Collezione sicuramente rubata all’uomo già visto in giugno a Milano, arricchita di numerose stampe ispirate ai wax africani. Colori forse troppo autunnali per essere una primavera-estate, ma sicuramente impreziosita dalle colorate applicazioni tech dei pull.




Un Christopher Kane decisamente sottotono rispetto a quelloche siamo abituati a vedere ed amare. Si ispira alla semplicità ed austerità della borghesia inglese dei primi novecento. Con silhouettes che alternano gli anni venti ed i cinquanta. Meno shock tipico di Kane, ma sicuramente più ricercatezza nei materiali, come dimostrato dai preziosi jacquard.




Sono dei fluttuanti zuccherini quelli visti da Emilio de la Morena. Accollati e castigati nel parte top, ma elegantemente sexy nelle svolazzanti gonne corte a ruota. Bellissima cartella colori. Accecante, ma non invadente.



 Mary Katrantzou  dimostra una grande evoluzione rispetto alle ultime due (uguali) collezioni. Non riesce però a regalarci la stessa magia delle architetture trompe l’oeil che siamo abituati a vedere. Conclusione: un’accozzaglia di tessuti e stampe a caso, che però già qualcuno si sarà voluto accaparrare (vedi adr).



Niente da dire su Michel Van Der Ham. Patchwork di tessuti svolazzanti e adorabili, colori rilassanti. Uno stile “twist” da brava ragazza. Piacevole.


Ci risentiamo nei prossimi giorni con gli aggiornamenti da Milano.

Bye LB


2 commenti:

  1. Ciao Luca! Purtroppo si anche io non ho trovato molto prestigiosa la fashion week londinese. Poche idee, stessi trend di NY, ma nemmeno più di tanto elaborati. Davvero disastrosa. Concordo con te riguardo la collezione di Berardi di cui ho apprezzato i ricami e le applicazioni e gli effetti di trasparenze.

    A presto
    Alessandro

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  2. Anche se a Londra non mi ha stupito come al solito non posso confermare il tuo parere sul fatto che i trend siano simili a NY (su cui non mi esprimo). Ora che ho visto tutte le sfilate (parigi inclusa) considero le proposte londinesi tra le migliori insieme a Milano.

    LB

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